Diritti Tv, 13 Dicembre 2019 da IlSole24ORE.it

 
A partire dal 2021 saranno i due nuovi attori a proporre le partite di Champions.
Amazon prima. E il colpo definitivo l’ha poi dato Dazn. La Champions League in Germania passa agli Ott, ai colossi dell’on demand. Di Amazon con la sua Prime video qualche giorno fa è stata resa nota la conquista dei migliori match del martedì. Il prezzo non è stato comunicato ma si parla di 100 milioni di euro per un’entrata in grande stile nella massima competizione europea in quello che per il colosso di Seattle rappresenta il principale mercato dopo gli Usa, ma che anche in uno dei principali mercati europei. Del 12 dicembre invece è la notizia che Dazn – il cui prezzo per gli abbonamenti in Germania è sugli 11,99 euro al mese – ha acquisito due pacchetti, con i diritti sulla prima scelta del mercoledì e sulle rimanenti partite. L’emittente Zdf si è assicurata infine i diritti in chiaro per la finale e i momenti salienti. A questo punto, il fatto che si tratti di Dazn e Amazon, di colossi on demand, non può sfuggire all’analisi sul cambiamento del mercato tv.

Gli scenari
Che peso potranno avere in futuro i cosiddetti Ott, che sfruttano la rete web per diffondere contenuti anche pregiati ai propri abbonati? Amazon, Facebook, Netflix,Twitter. I nomi non mancano e da Disney a Warner c’è un grande fermento. Di certo quello tedesco sarà un test molto importante anche per capire la reale “tenuta” anche dal punto di vista tecnologico dell’offerta di sport attraverso gli Ott. Le partite di calcio comportano picchi. E, almeno finora, le garanzie del satellite sono di là da venire.
In questo quadro la Germania è sicuramente un Paese sul quale la piattaforma della Perform che fa riferimento, attraverso la Access Industries, al magnate Len Blavatnik ha deciso di puntare. Come del resto in Italia e negli altri Paesi in cui si è posizionata qualificandosi come la “Netflix dello Sport”, fra cui la Austria, Svizzera, Giappone, Usa, Spagna, Canada e Brasile. E che Dazn stia facendo sul serio lo dimostrano anche le notizie che filtrano su un impegno di Goldman Sachs per recuperare qualcosa come 500 milioni di dollari per l’espansione della piattaforma.

Germania, il test sui diritti tv
Però, come detto, il passaggio evolutivo in Germania non è da poco. Per la prima volta in 20 anni non sarà Sky Deutschland a trasmettere la Champions League a partire dal 2021. L’anticipazione del quotidiano tedesco Build è stata confermata dalla stessa controllata di Comcast. «Dopo circa 20 anni di collaborazione con la Uefa – ha dichiarato Carsten Schmidt, ceo di Sky Deutschland – purtroppo non siamo stati in grado di raggiungere un nuovo accordo sui diritti». Non è mancato l’impegno, né la volontà, ma «nell’interesse dei nostri clienti abbiamo un approccio chiaro nella valutazione dei diritti sportivi e non eravamo disposti a pagare oltre la nostra valutazione».
In Germania dunque Sky rimarrà fino all’estate 2021 la casa della Champions (che ora dà in sublicenza anche a Dazn) oltre a garantire la visione di Bundesliga, Premier League, Formula 1, il grande tennis e altro. Oltre quella data, la realtà ora parte della galassia Comcast ha preferito fare un passo indietro. Non che sia un unicum. Proprio in Italia per un triennio Sky ha lasciato i diritti a Mediaset Premium. Si sa come è finita, con un impegno che per il Biscione è stato fin troppo gravoso e che ha portato alla fine al ritorno di Sky e all’uscita di scena della stessa Premium dalla pay.